Un mondo senza denaro

da | 9 Apr 2020 | Blog | 0 commenti

Da millenni, forse da sempre, l’umanità vive in uno stato di ipnosi collettiva auto indotta.
Nasciamo, viviamo, moriamo seguendo un percorso che financo nella più sua più libera interpretazione è prefissato e sempre uguale a se stesso. Famiglia, istruzione, lavoro, nuova famiglia, pensione. L’intero svolgersi della vita umana è preordinato ancor prima della nascita, senza che (quasi) nessuno mai abbia provato a darne una versione quantomeno alternativa che fosse attuabile.
Ci sono solo due attività che l’essere umano svolge nella quasi totalità del tempo a sua disposizione: guadagnare denaro e spendere denaro.
Il denaro è da più di duemila anni il carburante del nostro sistema attuale. Carburante e innesco di qualsiasi attività all’interno della società umana. Soprattutto di diseguaglianze, discriminazione, oppressione, conflitti, guerre, olocausti. Generatore di avidità, invidia, rabbia, frustrazione, violenza, dolore.
Non si associa mai il denaro all’amore. Anzi. Si dice al contrario che l’amore non sia tutto nella vita, proprio a significare che il denaro, ovvero la garanzia del proprio sostentamento, travalichi qualsiasi altro fattore dell’esistenza.
Persino l’esistenza stessa. Si muore per denaro. Si uccide. Ci si toglie la vita.
Lontano dal voler peccare di semplicismo o tantomeno di eccesso di eloquenza, quello che voglio dire è che il denaro e il concetto attuale di economia che lo sottende sono i principali elementi della patologia che affligge l’umanità da sempre.

Liberare dal denaro il mondo e ripensare il concetto di economia in una modalità legata alla vera essenza del suo etimo, ovvero l’insieme delle norme e delle azioni volte alla oculata gestione delle risorse a disposizione, significa eliminare in un sol colpo la stragrande maggioranza dei problemi che l’umanità si trova a dover affrontare sa sempre.

Ma è possibile vivere senza denaro? È possibile immaginare un’alternativa plausibile e soprattutto fattibile al sistema che si perpetra nel corso dei millenni sino a oggi?

La risposta è sì, certo.

  • Abbiamo ormai raggiunto un livello di conoscenza e tecnologia tale da poter convertire l’intera copertura del fabbisogno energetico in modalità di produzione e fornitura dell’energia rinnovabili e sostenibili. Quindi, una volta realizzate le necessarie infrastrutture e progettato un sistema altamente automatizzato per la gestione e la manutenzione delle stesse, non vi sarà più alcun bisogno di acquistare o vendere energia.

  • Grazie all’abbondanza e alla disponibilità capillarmente diffusa di energia, è possibile progettare macchinari (robotica) e software per la produzione, in alto livello di automatizzazione, del cibo necessario al fabbisogno di ciascun essere umano sulla Terra a costo zero. Consideriamo che ben 1,3 miliardi di tonnellate di cibo l’anno diventano spazzatura. L’ammontare è pari a oltre un terzo del fabbisogno alimentare annuale dell’intero genere umano sul pianeta (dati FAO, 2019). Non vi sarà dunque più alcun bisogno di acquistare o vendere cibo.
  • Sempre grazie al sistema energia rinnovabile/robotica, sarà possibile produrre in maniera sempre più sostenibile qualsiasi tipo di bene o servizio di prima necessità: abiti, calzature, mobilio, attrezzature per la preparazione del cibo e l’igiene personale. Non vi sarà dunque più alcun bisogno di acquistare o vendere generi di prima necessità.
  • In una società che abbia abolito il denaro, e che quindi elimini in partenza il concetto di economia di scambio o di profitto e si riconverta al concetto di economia di condivisione, il lavoro retribuito non ha più alcun senso. Non sarà dunque più necessario convertire il proprio tempo in denaro. Non avrà più alcun senso dedicare gran parte della propria esistenza a garantire la propria esistenza acquistandola con il denaro frutto della conversione di quell’esistenza stessa in lavoro retribuito. Il lavoro sarà inteso come attività degli esseri umani secondo il proprio talento e seguendo la propria inclinazione. Il risultato del lavoro sarà condiviso con la comunità intera e verrà inteso come contributo individuale alla vita e allo sviluppo della stessa. Scienza e ricerca, arte, cultura, ogni attività dell’individuo sarà dunque integrata come un flusso costante di energia (e in pratica lo è) che spingerà la comunità in avanti secondo un processo evolutivo in costante sviluppo.
  • Una società fondata sull’economia di condivisione non conosce la fame, la sete, la guerra. Non conosce differenze, prevaricazioni, discriminazioni. Non conosce divisioni, fazioni, conflitti. Non conosce odio, rancore, invidia.
    E allo stesso tempo pratica la tolleranza, l’apertura mentale, la ricerca del piacere in ogni sua forma, il miglioramento della condizione degli individui e della comunità, il perseguimento della felicità come ragion d’essere, come senso dell’esistenza stessa. Allo stesso modo pratica la protezione e la conservazione dell’ambiente che abita e la convivenza pacifica e simbiotica con le altre specie, sia animali che vegetali, proteggendo e conservando anch’esse.

Utopia? Niente affatto.

E non c’è bisogno di nessuna rivoluzione, di nessun conflitto o faziosità di alcun tipo, di nessuna adesione a movimenti o partiti o sette.
Semplicemente ognuno da oggi cominci a cambiare la propria vita, partendo dall’immaginare chi vorrebbe essere e cosa vorrebbe fare in un mondo senza denaro.
Il pensiero creativo, l’immaginazione dunque, è lo scalpello con cui l’essere umano modella la realtà in cui è immerso.
Dobbiamo soltanto ricordarci come usarlo.

Che cos’è UMANIVERSO?

Un movimento di pensiero e azione dedicato al redesign della società umana e degli individui che ne fanno parte. Qui lavoriamo al ripristino del cammino evolutivo dell’Essere Umano. Qui definiamo il Rinascimento del senso dell’Esistenza e della Vita. Qui gettiamo le fondamenta per lo sviluppo di una mentalità adeguata al presente e rivolta verso il futuro. Qui lavoriamo alla riconciliazione dell’Essere Umano con il suo scopo esistenziale, con la sua autentica e originale missione, su questo pianeta e nell’universo intero.
Umani a dimensione di Universo.